Sospensione versamenti dicembre (decreto “Ristori-quater”)

Il decreto legge 157/200 (decreto “Ristori-quater”) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 30 novembre 2020, contiene diverse misure fiscali tra le quali la sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre.

In particolare, ai sensi dell’art. 2 del DL 157/2020, sono sospesi i termini che scadono nel mese di dicembre 2020 relativi:

  1. ai versamenti delle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilati (artt. 23 e 24 del DPR 600/73) e alle addizionali regionali e comunali trattenute in qualità di sostituti d’imposta;
  2. ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali (esclusi i premi INAIL), in scadenza il 16 dicembre 2020;
  3. ai versamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto (versamenti periodici dell’IVA riferita al mese di novembre 2020, in scadenza il 16 dicembre 2020 e l’acconto IVA, in scadenza il 28 dicembre 2020).

Potranno beneficiare della sospensione dei versamenti:

  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione con ricavi o compensi fino a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente, che, nel mese di novembre 2020, hanno subìto una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso;
  • i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno intrapreso l’attività dopo il 30 novembre 2019;
  • a prescindere dall’ammontare dei ricavi o compensi e dalla diminuzione del fatturato, agli esercenti attività di ristorazione con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle zone rosse o arancioni (individuate alla data del 26 novembre con le ordinanze del Ministro della salute), nonché ai soggetti operanti nei settori individuati nell’allegato 2 al decreto “Ristori-bis”, ovvero esercenti l’attività alberghiera, di agenzia di viaggio o di tour operator, con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in zone rosse.
  • a prescindere dall’ammontare dei ricavi o compensi e dalla diminuzione del fatturato, agli esercenti le attività economiche sospese ai sensi dell’articolo 1 del DPCM 3 novembre 2020, con domicilio fiscale, sede legale o sede operativa in qualsiasi area del territorio nazionale.

Ricordiamo che alla suddetta data del 26 novembre 2020, erano individuate come:
– “zone arancioni”, le Regioni Puglia, Basilicata, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Liguria e Sicilia;
– “zone rosse”, le Regioni Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte, Calabria, Campania, Toscana, Abruzzo e la Provincia autonoma di Bolzano.

versamenti sospesi potranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi:
– in un’unica soluzione, entro il 16 marzo 2021;
– mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Per i soggetti che, non rientrando tra coloro che sono ubicati nelle zone caratterizzate da uno scenario di elevato o massima gravità (c.d. “zone rosse” e “zone arancioni”) e/o esercenti le attività maggiormente colpite dai provvedimenti governativi di sospensione, devono verificare la diminuzione di fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto al mese di novembre 2019, ricordiamo che secondo quanto indicato in precedenti documenti di prassi (circ. Agenzia delle Entrate n. 9/2020):

– il calcolo del fatturato e dei corrispettivi va eseguito prendendo a riferimento le operazioni eseguite nel mese di novembre 2020 e novembre 2019 e fatturate, e che, conseguentemente, hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di dicembre 2020 (rispetto a dicembre 2019), alle quali vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in novembre non rilevanti ai fini IVA;

– la data da prendere in considerazione per il raffronto in esame è quella di effettuazione dell’operazione che, per le fatture immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la data della fattura e la data del corrispettivo giornaliero, mentre per la fattura differita è la data dei DDT o dei documenti equipollenti richiamati in fattura;

– nei casi in cui non vi sia l’obbligo di emissione della fattura o di certificazione dei corrispettivi, si può fare riferimento al concetto di ricavi e compensi.

Esamineremo le singole posizioni e sarete contattati in caso di possibilità di rinvio o per richiesta dei dati.

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *