Riduzione del limite di utilizzo del denaro contante dall’1.7.2020 – Credito d’imposta sulle commissioni per pagamenti elettronici

1. LIMITE ALL’UTILIZZO DEL DENARO CONTANTE

Dall’1.7.2020 vige il divieto di trasferire denaro contante (e di titoli al portatore) per importi pari o superiori a 2.000,00 euro, tra “soggetti diversi” (persone fisiche o giuridiche).
Tale limite resterà operativo fino alla fine del 2021.
Il limite all’utilizzo del denaro contante, quale che ne sia la causa o il titolo, vale anche quando il trasferimento sia effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia che appaiono “artificiosamente frazionati”.

Per operazione frazionata si intende un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti li- miti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in 7 giorni, ferma re- stando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale.

In caso di violazione si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000,00 a 50.000,00 euro.
Per le violazioni commesse e contestate dall’1.7.2020 al 31.12.2021, il minimo edittale sarà pari a 2.000,00 euro. Per le violazioni che riguardano importi superiori a 250.000,00 euro, invece, la sanzione è quintuplicata nel minimo e nel massimo edittali.

È comunque applicabile l’istituto dell’oblazione, che ammette il pagamento di una somma in misura ridotta con apposita procedura.

– Operazioni di pagamento con turisti stranieri

I turisti stranieri possono effettuare acquisti in contanti entro il limite di 15.000,00 euro.
L’art. 3 co. 1 – 2-bis del DL 2.3.2012 n. 16, conv. L. 26.4.2012 n. 44, prevede infatti la deroga al di- vieto di trasferimento di denaro contante per importi pari o superiori al limite generale e fino all’im- porto di 15.000,00 euro, per l’acquisto di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo, effet- tuati:

da persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana;
presso i commercianti al minuto e soggetti equiparati (di cui all’art. 22 del DPR 633/72) e le

agenzie di viaggio e turismo (di cui all’art. 74-ter del DPR 633/72).

La deroga in questione si applica anche ai cittadini di Stati appartenenti all’Unione europea (UE) o allo Spazio economico europeo (SEE).

Per fruire della suddetta deroga, è necessario che il cedente del bene o il prestatore del servizio provveda ai seguenti adempimenti:

invii all’Agenzia delle Entrate un’apposita comunicazione preventiva di adesione alla disciplina in esame, nella quale occorre indicare il conto corrente intrattenuto presso un operatore fi- nanziario, intestato allo stesso cedente o prestatore, che si intende utilizzare per il versamen- to del denaro contante;

identifichi il cliente straniero (fotocopiando il passaporto);
acquisisca da quest’ultimo un’autocertificazione, ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000, atte-

stante il fatto di non essere cittadino italiano, nonché il possesso della residenza fuori del ter-

ritorio dello Stato italiano;
nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione, versi il denaro

contante incassato sul conto corrente indicato (consegnando all’operatore finanziario copia della ricevuta della comunicazione preventiva effettuata all’Agenzia delle Entrate).

La deroga in esame, nel rispetto dei suddetti adempimenti, è quindi applicabile:

– dall’1.7.2020 e fino al 31.12.2021, per operazioni di importo pari o superiore a 2.000,00 euro e fino a 15.000,00 euro.

Inoltre i commercianti al minuto, i soggetti equiparati e le agenzie di viaggio e turismo devono riepi- logare le operazioni effettuate in deroga al limite ordinario di trasferimento del denaro contante, co- municandole annualmente all’Agenzia delle Entrate.

La comunicazione delle operazioni in contanti relative al turismo straniero, riguardanti l’anno 2020, dovrà essere effettuata:

entro il 10.4.2021, da parte dei soggetti che effettuano le liquidazioni periodiche IVA su base mensile, ovvero entro il 20.4.2021, da parte degli altri soggetti;

mediante il modello di comunicazione polivalente, approvato ai sensi del provv. Agenzia delle Entrate 2.8.2013 n. 94908.

2. OBBLIGO DI POS

I soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professio- nali, sono tenuti ad accettare pagamenti effettuati attraverso “carte di pagamento”. Tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica (sono in ogni caso fatte salve le disposizioni antiriciclaggio del DLgs. 231/2007).

Non sono previste sanzioni amministrative.

3. CREDITO D’IMPOSTA PER IMPRESE E PROFESSIONISTI PER LE COMMISSIONI APPLICATE SUI PAGAMENTI ELETTRONICI

L’art. 22 del DL 26.10.2019 n. 124, conv. L. 19.12.2019 n. 157, ha introdotto un credito d’imposta a favore degli esercenti attività d’impresa, arte o professioni, pari al 30% delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate mediante:

carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione di cui all’art. 7 co. 6 del DPR 605/73;

altri strumenti di pagamento elettronici tracciabili.

Il credito è riconosciuto a condizione che gli esercenti, nel corso dell’anno d’imposta precedente a quello di riferimento, abbiano conseguito ricavi e compensi per un importo non superiore a 400.000,00 euro.

L’agevolazione si applica, comunque, nel rispetto delle condizioni e dei limiti del regime “de minimis”.
Ai fini del credito d’imposta in esame, rilevano le commissioni addebitate agli esercenti in rela- zione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali a partire dall’1.7.2020.

Gli operatori finanziari devono trasmettere agli esercenti mensilmente e per via telematica l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni relative alle commissioni corrisposte.
L’inoltro delle comunicazioni deve essere effettuato:

in modalità telematica (es. tramite PEC o pubblicazione nell’on line banking dell’esercente); entro il ventesimo giorno del mese successivo a ciascun periodo di riferimento.

Il credito d’imposta in esame è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite il modello F24 (ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97), a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa. Il credito d’imposta in esame deve essere indicato:

nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione;
nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel quale se

ne conclude l’utilizzo.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

Il contribuente è tenuto a conservare, per 10 anni dall’anno in cui il credito d’imposta è stato utilizzato, la documentazione relativa alle commissioni addebitate.

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti al riguardo.

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