REGOLARIZZAZIONE FATTURE CREDITO D’IMPOSTA INVESTIMENTI IN BENI STRUMENTALI

Come comunicato nella nostra Informativa Flash del 16/01/2020, ai fini della corretta fruizione del credito d’imposta per investimenti in beni strumentali la normativa prevede che sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, riguardante gli investimenti per i quali sono state ottenute agevolazioni, l’impresa deve riportare la dicitura “ Acquisto per il quale è riconosciuto il credito d’imposta ex art. 1, commi da 184 a 194, Legge n. 160/2019”. La fattura che nel corso dei controlli risulti sprovvista di tale dicitura, non è considerata valida e determina la revoca della quota corrispondente di agevolazione.

L’Agenzia delle Entrate, però, con le risposte a interpello n° 438 e 439 del 5 ottobre 2020 suggerisce alcune soluzioni che il cessionario può intraprendere per porre rimedio all’ eventuale inosservanza delle disposizioni, in particolare potrà:

In relazione ai documenti di spesa ricevuti in formato cartaceo:

  • Riportare autonomamente la dicitura su ciascuna fattura con scrittura indelebile o mediante timbro

In relazione ai documenti di spesa ricevuti in formato elettronico:

  • Stampare il documento annotando sulla copia cartacea con scrittura indelebile il riferimento normativo e conservarlo ai sensi dell’art. 39 del DPR 633/72;
  • Realizzare un’integrazione elettronica secondo le indicazioni contenute nelle circolari 13E/2018 e 14E/2019 dell’Agenzia delle Entrate
  • Far emettere al cedente una nota di credito volta ad annullare il documento di spesa errato e successivamente far riemettere un nuovo titolo di spesa corretto (quest’ultima possibilità proposta dal MISE dovrebbe ritenersi ancora valida anche se non viene riportata nel documento di prassi dell’Amministrazione Finanziaria).

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

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