Decreto Agosto – Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

Premessa

Proseguiamo la nostra attività informativa sulle numerose norme che sono state emanate in questi ultimi mesi anche a seguito dell’emergenza COVID.

Desideriamo qui portarvi a conoscenza degli aspetti principali su un’interessante opportunità che è stata introdotta dall’art. 110 del D.L. n. 104 (“Decreto Agosto”) e pubblicato in Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana: si tratta di una nuova rivalutazione dei beni di impresa che potrà essere posta in essere nel bilancio al 31 dicembre 2020.

La disposizione, dunque non è nuova, ma è mutuata anche per molti aspetti operativi da precedenti rivalutazioni (in primis la L 342/2000)

Ciò che rende però interessante questa rivalutazione è il costo particolarmente basso rispetto al recente passato e può essere effettuata su singoli beni.

La rivalutazione può avere rilevanza:

 solo civilista e contabile

 oppure anche fiscale attraverso il versamento di un’imposta sostituiva con un’aliquota particolarmente vantaggiosa del 3% sui maggiori valori iscritti.

Ambito soggettivo

I soggetti ammessi alla rivalutazione dei beni sono:

  •  le società di capitali e gli enti pubblici e privati residenti che svolgono un’attività commerciale, sempre che adottino i principi contabili nazionali (cd. OIC adopter);
  •   società di persone commerciali, imprese individuali, enti non commerciali residenti e ai soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia;
  •   società cooperative, società di mutua assicurazione, società europee residenti nel territorio dello Stato.Beni rivalutabili

    Possono essere rivalutati i beni d’impresa e le partecipazioni di cui alla sez. II del capo I della L. 342/2000. Trattasi quindi:

 di beni materiali e immateriali (marchi, diritti di brevetto, licenze ecc., con eccezione per i “meri” costi pluriennali”);

 delle partecipazioni in società controllate e in società collegate iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie.

Sono esclusi dall’ambito oggettivo di applicazione:
 i beni immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa  partecipazioni non di controllo/collegamento;
 beni in leasing in quanto non risultano iscritti a bilancio.

L’art. 110 co. 2 del decreto legge precisa che “la rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene”. Viene, pertanto, meno l’obbligo di effettuare la rivalutazione per tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea, ma è possibile scegliere di rivalutare alcuni beni ed escluderne altri.

Modalità di rivalutazione

La rivalutazione deve essere eseguita nel bilancio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019. Pertanto, per i soggetti aventi esercizio coincidente con l’anno solare, la rivalutazione deve essere operata nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2020.

Inoltre, la rivalutazione dovrà essere annotata nel relativo inventario e nella nota integrativa oppure in un apposito prospetto per i soggetti in contabilità semplificata.

Ai fini della rivalutazione è utilizzabile una delle seguenti modalità alternative:

  •   rivalutazione del costo storico;
  •   rivalutazione del costo storico e del fondo ammortamento: consente di mantenere invariato il periodo di ammortamento
  •   riduzione (totale o parziale) del fondo ammortamento.
    Indipendentemente dalla modalità utilizzata, la rivalutazione comporta l’evidenziazione del “saldoattivo di rivalutazione” che può essere:
  •   accantonato ad apposita riserva;
  •   imputato a capitale.Ai fini della rivalutazione, sebbene non sia previsto l’obbligo di una perizia di stima quale condizione necessaria per l’attribuzione del valore rivalutato ai singoli beni, gli amministratori dovranno indicare nella relazione i criteri applicati ai fini della quantificazione della rivalutazione operata attestando che il valore della rivalutazione rientra nei limiti indicati dall’art. 11 della L. n. 342/2000.

    E’, pertanto, raccomandabile, quanto meno per i beni con valori piò significativi, supportare la rivalutazione con stime o perizie asseverate.

    Effetti della rivalutazione

    Il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione “può essere riconosciuto” ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap con il versamento dell’imposta sostitutiva del 3%.

    Pertanto, i soggetti destinatari dell’agevolazione potranno scegliere:

     di effettuare la rivalutazione solo ai fini civilistici/contabili con conseguente rafforzamento patrimoniale: si tratta di opportunità da valutare in quanto consente di migliorare la situazione patrimoniale aziendale senza dover sostenere alcun costo, non essendo richiesto il versamento dell’imposta sostitutiva;

     di effettuare la rivalutazione per il riconoscimento fiscale dei maggiori valori versando un’imposta sostituiva.

    Misura dell’imposta sostitutiva

    L’imposta sostitutiva è pari al 3% del valore della rivalutazione effettuata sia per i beni ammortizzabili che per i beni non ammortizzabili.

    L’imposta sostitutiva può essere versata in un massimo di tre rate annuali di pari importo entro il termine previso per il versamento a saldo delle imposte sui redditi.

    Riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti

    Nel caso di versamento dell’imposta sostitutiva, i maggiori valori iscritti sono riconosciuti ai fini fiscali a decorrere dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita.

    Ipotizzando, quindi, che la rivalutazione venga operata al 31.12.2020, per gli ammortamenti, il plafond delle spese di manutenzione e la valorizzazione dei beni ai fini della disciplina delle società non operative, i maggiori valori sono riconosciuti dal 2021.

    In caso di realizzo dei beni oggetto di rivalutazione, il riconoscimento dei maggiori valori ai fini delle plusvalenze/minusvalenze decorre dall’inizio del quarto esercizio successivo a quello della rivalutazione (dal 1.1.2024).

    Saldo attivo di rivalutazione

    Nel caso in cui la rivalutazione abbia effetto anche ai fini fiscali, il saldo attivo risultante dalle rivalutazioni eseguite dovrà essere iscritto nel patrimonio netto come riserva in sospensione di imposta la quale potrà essere affrancata mediante versamento di un’imposta sostitutiva del

    10%. In caso di distribuzione della riserva affrancata, essa viene tassata in capo al soggetto percettore secondo le ordinarie regole di tassazione dei dividendi.

    Nel caso la rivalutazione sia solo civilistica, il saldo attivo rappresenta una ordinaria riserva di utili. Pertanto, risultando liberamente utilizzabile potrà essere impiegata a copertura delle perdite di esercizio, senza necessità di ricostituzione e potrà essere distribuita ai soci senza generare alcun imponibile in capo alla società. Per i soci di società di capitali, in caso di distribuzione il saldo attivo ricevuto genera un reddito di capitale, quindi tassato come un dividendo.

    Riallineamento dei valori civili e fiscali

    L’art. 110 del decreto richiama le norme dell’art. 14 della L. 342/2000 consentendo, quindi, il riallineamento dei valori civili e fiscali dei beni.

    Di questa disposizione possono beneficiare le imprese i cui bilanci presentino beni con valori divergenti (es. beni prevenuti a seguito di un’operazione di fusione o rivaluti in passato solo ai fini civilistici) mediante il versamento dell’imposta sostitutiva del 3%.

    Conclusioni

    La norma presenta vari motivi di interesse, non solo per l’aliquota particolarmente vantaggiosa (3% contro il 27,9 % della tassazione attuale sulle plusvalenze ordinarie) ma anche laddove fosse necessario far emergere i plusvalori latenti e/o rappresentare una corretta patrimonializzazione.

    La norma va comunque vista con attenzione caso per caso sulle singole attività per verificare gli effetti anche sugli altri indici economici di bilancio (es, ROI) o fiscali (indici di redditività, per società di comodo).

    Siamo dunque a disposizione per approfondire tutti questi aspetti e anche per effettuare gli opportuni calcoli di convenienza, qualora fosse necessario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *